Civitas

«Civitas» proviene da civis, che significa cittadino: può indicare sia l’insieme dei cittadini sia la condizione dell’essere cittadino: la cittadinanza.
Da «civitas» deriva il termine civiltà. È stato usato per indicare, nell’epoca storica dei «comuni», la «città sovrana», luogo di coltura e sviluppo della comunità moderna.
«Civitas» indica un luogo «abitato» da persone di diversa origine, dove si sviluppano forme molteplici di operosità, di vita associata, attività, relazioni e rapporti di solidarietà.
Rousseau contrappose «cittadino» – persona libera provvista di diritti e di doveri, a «sujet» – il suddito della monarchia.
«Cittadino» fu la parola simbolo della stagione rivoluzionaria: la rivoluzione francese affermò il senso politico di «civitas» rispetto a quello geografico del termine moderno città.
Con «civitas» vogliamo sottolineare il valore e il senso della città come luogo animato dall’incontro di persone che responsabilmente arricchiscono la qualità delle loro vite mediante la pluralità delle loro attività economiche, amministrative e culturali.
«Civitas» quindi significa sia città sia civiltà: richiama in una parola al civismo, ai valori del movimento. “Progetto città” spiega il concetto, si  collega al passato e al futuro.

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Il simbolo può avere molti significati: due mani che riflettono l’attenzione alla civitas, al centro della nostra visione; un sole che indica positività e miglioramento; molti soggetti che si uniscono a definire un’identità; un fiore che racconta dell’impronta ecologista…